Google Penguin Update

Se anche tu hai usato le tecniche SEO Black Hat, dopo l’arrivo di Google Penguin puoi dir loro addio e dedicarti interamente al posizionamento sui motori di ricerca in maniera seria ma soprattutto legale.

Google, infatti, ha disposto un nuovo algoritmo il cui scopo è quello di prediligere tutti quei siti web che effettuano adeguatamente un’attività di link building che sia seria e pulita, andando a colpire e penalizzare chiunque abbia infranto le regole disposte dall’algoritmo di Mountain View.

Rinnovando interamente il suo algoritmo, Google ha lanciato sul mercato Google Penguin, premiando i veri esperti SEO professionisti che, da sempre, operano nel settore del marketing in maniera seria e professionale ma soprattutto senza infrangere con sotterfugi, o applicazioni terze, tutte le regole SEO. In questo articolo approfondiremo insieme che cos’è Google Penguin, come funziona, la sua struttura e tutti gli update previsti dal sistema.

Google Penguin: che cos’è e come funziona

Nato ufficialmente nell’anno 2012, Google Penguin nasce prima come una parte dell’algoritmo di Google (inizialmente veniva lanciato “on demand”), dopodiché nel 2016 è stato reso ufficiale integrandolo everfluxx in real time ma soprattutto rendendolo uno degli elementi più indispensabili per l’algoritmo di casa Google, il tutto sulle basi delle richerche sulla query. Lo scopo principale di Google Penguin è proprio quello di controllare e ottimizzare le pagine provenienti da un sito web, andando a incidere negativamente soprattutto su tutti coloro che hanno agito in maniera scorretta esagerando con la Link Building, attività ricordo contro le linee guida di Google. Qualsiasi sito abbia agito scorrettamente si troverà fortemente penalizzato e sarà piuttosto difficile riuscire a riemergere dalla lista nera di Google: oltre a questi siti, saranno altresì inclusi nella black list anche tutti coloro che hanno prodotto una link building utilizzando dei backlink dal valore piuttosto scarso.

L’algoritmo su cui si basa Google Penguin

Google, con la sua sede negli USA, può decidere di non rivelare i segreti che stanno alla base del suo algoritmo Penguin. Tutto ciò che è stato reso noto oppure che sia trapelato dalla casa del motore di ricerca è combattere lo spam ma, una delle novità più importanti, rispetto al predecessore Panda, è certamente l’introduzione della valutazione del profilo dei backlink: questo controllo viene eseguito con il fine di controllare che i link inseriti all’interno di una determinata pagina non abbiano la finalità di spammare e, nel caso lo fossero, si rischierebbero penalizzazioni anche piuttosto importanti che andrebbero a colpire la singola pagina. Le penalizzazioni a cui si andrà incontro riguardano un calo molto importante delle visite al sito, ma ciò non influirà comunque nella sua indicizzazione.

Come rimediare a uno scorretto utilizzo delle tecniche SEO

Se anche tu hai utilizzato in maniera scorretta le tecniche SEO non disperare: esiste un modo per rimediare, ed è nettamente più semplice rispetto a cosa sarebbe potuto succedere molti anni fa. Rimediare è reso possibile da Google Penguin poiché è in costante aggiornamento con update sempre innovativi: in questo modo, permette a tutti di avere una nuova opportunità per rimediare ai propri errori e cominciare, fin da subito, a lavorare in maniera legale. La velocità con il quale si può rimediare, però, è direttamente proporzionale alla velocità in cui si può incorrere nelle penalizzazioni, e ciò è reso possibile grazie al mix di algoritmi che viene creato tra Penguin e Panda. Nonostante questi ultimi due siano simili tra loro, le differenze sostanziali si riscontrano in alcuni ambiti: per esempio, Panda ha un algoritmo che si concentra soprattutto sul valore e la qualità dei contenuti, specie sulla parte testuale, e in questo modo permette di poter verificare non solo la viralità del contenuto bensì anche l’apprezzamento riscosso in quel contenuto preciso o la pagina stessa nella sua interezza. Penguin, invece, analizza soprattutto i link che risiedono all’interno di una pagina e/o che puntano verso di essa: è proprio questo mix che lo rende perfetto, ottenendo un giudizio impeccabile sul sito o sulla pagina presa in questione.

Il Disavow Tool

Con la nascita di Penguin, Google ha rilasciato uno strumento per rifiutare e disconoscere backlink che puntano al proprio sito. Tramite il Disavow Tool puoi rifiutare dei backlink che puntano al tuo sito e dire a Google di non considerare quei link ai fini del ranking.

Con Penguin c’è stato un aggiornamento epocale: prima un link non poteva essere dannoso, poteva non essere considerato da Google ai fini del ranking, poteva essere inutile, ma non poteva danneggiare: ora si, e da questo si è cominciato a parlare anche di Negative SEO