La link-popularity è la somma dei link esterni, cioè provenienti da altri siti, che puntano ad un documento ed è un parametro che i motori di ricerca tengono in grande considerazione.

I contenuti dei siti web sono facilmente manipolabili dai webmaster, i quali, approfittando del fatto che i motori di ricerca hanno ancora una scarsa capacità di analisi del linguaggio e del valore effettivo dei contenuti, possono per così dire “tirare a lucido” i siti, organizzandoli nella forma e nella struttura più premianti ai fini del posizionamento nei motori di ricerca. Potete trovare informazioni specifiche a questo riguardo nella sezione Ottimizzazione dei siti.

Un parametro più difficilmente controllabile dai webmaster è il numero di link che una pagina web riceve da altri siti.

Vi sarà capitato di inserire all’interno di alcuni testi di pagine web dei link che puntassero ad altri siti, per esempio per dare all’utente la possibilità di approfondire un certo concetto, o per consigliare la lettura di un articolo o l’acquisto di un prodotto o di un servizio. Questi link sono detti “link in uscita” o “outbound links”.

Quello che avete fatto in poche parole è consigliare ai vostri utenti la lettura di documenti presenti su altri siti web e se l’avete fatto significa che implicitamente ritenete i contenuti di questi siti validi ed utili.

Dal momento che i motori di ricerca, attraverso i loro spider prelevano già i contenuti di miliardi di pagine e li memorizzano ed analizzano per stabilirne la rilevanza rispetto a determinate ricerche, non è poi così difficile contare quanti link che puntino ad una determinata pagina esistano in tutte le altre pagine web presenti nel loro database. I link da pagine di altri siti che puntano verso una determinata pagina sono detti “link in ingresso”, “link in entrata”, “inbound links” o anche “backlinks”.

Il risultato del conteggio dei link in ingresso è la link-popularity di un sito web e a parità di altri fattori i motori di ricerca posizionano meglio i documenti che hanno una link-popularity più alta.

Ovviamente ogni motore di ricerca implementa questo concetto in modo diverso, le variabili sono tante e possono essere dedotte soltanto conducendo dei test specifici, visto che è nell’interesse dei motori non divulgare pubblicamente i loro algoritmi così da renderli più difficilmente manipolabili dai webmaster e dai SEO.

Nonostante questo possiamo sicuramente fare alcune precisazioni di ordine generale che vi aiuteranno a stabilire se la link-popularity del vostro sito sia alta o bassa e quale sia il modo migliore per intervenire su questo parametro attuando quella che viene definita strategia di “link-building”, ovvero la costruzione della link-popularity del vostro sito.

Esistono delle ricerche ( query ) avanzate che si possono eseguire sui tre maggiori motori di ricerca e che aiutano a verificare la link-popularity di un documento, esaminiamole:

Google

link:www.nomesito.est/documento.est

Per questa particolare interrogazione Google risulta essere il motore di ricerca meno potente dei tre, o forse quello che vuole nascondere di più i suoi segreti relativi alla link-popularity ed al pagerank. Infatti permette soltanto di eseguire una interrogazione semplice, senza ulteriori parametri di controllo, che riporta pagine contenenti un link al documento specificato.

Per giunta Google non elenca tutti i documenti contenuti nel suo indice che linkano al documento specificato, ma solo alcuni, scelti utilizzando un criterio che non è mai stato reso pubblico. Fino all’inizio del 2004 in risposta a questa interrogazione venivano riportati tutti i documenti contenenti un link al documento specificato che avessero un valore di PR maggiore di 4 ma adesso non è più così.

Fate attenzione a non lasciare spazi fra il comando link: e l’indirizzo del documento perché non verrà segnalato nessun errore ma i risultati saranno completamente sbagliati, in realtà sarà come se aveste cercato pagine contenenti le due parole chiave link: e www.nomesito.est/documento.est.

Se non mettete il nome del documento, eseguendo una query del tipo

link:www.nomesito.est

Vi verranno elencati documenti che contengono link che puntano alla pagina di default del sito.

Concludiamo quindi rilevando che, così com’è adesso, l’interrogazione dei backlinks effettuata su Google è abbastanza inutile.

Yahoo

link:http://www.nomesito.est/documento.est

Oltre ad ffrire la possibilità di eseguire una serie di più nutrita query, Yahoo riporta nella risposta a queste interrogazioni tutte le pagine presenti nel suo database che rispondono ai criteri richiesti.

La sintassi è simile a quella di Google, anche se in questo caso dobbiamo includere il prefisso “http://“ all’indirizzo del documento.

Anche in questo caso non deve essere lasciato nessuno spazio fra il comando “link” e l’indirizzo del documento.

Anche in questo caso se non mettete il nome del documento vi verranno elencati documenti che contengono link che puntano alla pagina di default del sito.

Yahoo consente però attraverso la ricerca

link:http://www.sito1.est/documento.est site:www.sito2.est

di conoscere tutti i documenti presenti nel database di Yahoo appartenenti al sito www.sito2.est che contengono un link al documento www.sito1.est/documento.est.

Oppure attraverso la ricerca

link:http://www.sito1.est/documento.est -site:www.sito2.est

di conoscere tutti i documenti presenti nel database di Yahoo che contengono un link al documento www.sito1.est/documento.est fuorchè quelli che appartengono al sito www.sito2.est.

Inoltre attraverso il comando

linkdomain:www.nomesito.est

si possono conoscere tutti i documenti contenuti nel DB di Yahoo che contengono un link ad una pagina qualsiasi del dominio www.nomesito.est.

Anche in questo caso i parametri site e -site permettono di effettuare la ricerca relativamente ad un solo dominio oppure di escluderlo.

MSN

link:www.nomesito.est/documento.est

Anche MSN riporta nella risposta a questa interrogazione tutte le pagine presenti nel suo database che rispondono ai criteri richiesti.

Anche in questo caso non deve essere lasciato nessuno spazio fra il comando link e l’indirizzo del documento.

Anche in questo caso se non mettete il nome del documento vi verranno elencati documenti che contengono link che puntano alla pagina di default del sito.

MSN consente attraverso la ricerca

link:www.sito1.est/documento.est site:www.sito2.est

di conoscere tutti i documenti presenti nel database di MSN appartenenti al sito www.sito2.est che contengono un link al documento www.sito1.est/documento.est.

Oppure attraverso la ricerca

link:www.sito1.est/documento.est -site:www.nsito2.est

di conoscere tutti i documenti presenti nel database di MSN che contengono un link al documento www.sito1.est/documento.est fuorchè quelli appartenenti al sito www.sito2.est.

Inoltre attraverso il comando

linkdomain:www.nomesito.est

si possono conoscere tutti i documenti contenuti nel DB di MSN che contengono un link ad una pagina qualsiasi del dominio www.nomesito.est.

Anche in questo caso i parametri site e -site permettono di effettuare la ricerca relativamente ad un solo dominio oppure di escluderlo.

Come trovare buoni backlink

Molti webmaster si domandano come trovare backlink per i propri siti web e spesso, mal consigliati, finiscono per fare errori madornali, vediamo quali.

Come abbiamo visto col pageRank ed anche in quelli relativi al brevetto di Google sui dati storici, i motori di ricerca danno un grande peso ai link ricevuti da altri siti web. Questo è chiaro ormai da molti anni nella comunità dei SEO (search engine optimizers) e adesso anche in quella dei webmaster. Anche i più inesperti hanno imparato a vendere, comprare e scambiare link al solo scopo di migliorare il posizionamento dei propri siti web o di quelli dei propri clienti, o almeno di provarci.

Molte “cosiddette” directory richiedono, in cambio dell’iscrizione di un sito, un link di ritorno. Esistono veri e propri circuiti di scambio link coadiuvati da software che aiutano ad organizzarli e addirittura a compilare delle email “circolari” per informare il webmaster del sito individuato che è già stato linkato e chiedergli di restituire il favore. Addirittura in certe tipologie di pagine dette FFA (free for all) chiunque può inserire attraverso una form presente sulla pagina un link al proprio sito. Una specie di guestbook finalizzato all’acquisizione di link insomma, per quanto anche i guestbook regolari di molti siti siano spesso bersagliati dai webmaster più disperati allo scopo di ottenere qualche backlink in più.

Tutte le pratiche di cui ho parlato sinora non sono certamente illegali, inserire link nel proprio sito e richiederli ad altri siti fa parte della pratica comune dei webmaster fin da prima che i motori di ricerca esistessero o che i backlink fossero considerati importanti. Il punto della questione è che i motori di ricerca hanno iniziato a considerare i link come parametro dei loro algoritmi perché hanno verificato che questo migliorava i risultati forniti in risposta alle ricerche degli utenti.

L’utilizzo anomalo ed artificioso dei link da parte della comunità dei webmaster allo scopo di spingere i propri siti può essere ignorato o tollerato dai motori di ricerca soltanto fino a quando non porta ad un peggioramento sensibile della qualità dei risultati, dopodichè per gli ingegneri dei motori di ricerca diventa ufficialmente un problema da risolvere.

Poiché il mercimonio dei link è diventato una pratica nella quale ormai si cimentano un po’ tutti è scontato che siamo già in questa fase, come d’altronde testimoniano molti indizi. Lo stesso pageRank nella sua formula originale risalente al 1998 assegna ai link pesi diversi a seconda del numero di altri link uscenti presenti sulla stessa pagina e dei backlink che puntano ad essa; questa è già una buona ragione per evitare le pagine FFA, perchè anche se non fossero identificate come spam i link presenti su di esse avrebbero nella maggior parte dei casi un effetto nullo o quasi sul pageRank delle pagine a cui puntano.

In molte sezioni del brevetto di Google sui dati storici vengono fatti precisi riferimenti a metodi che permettano di stabilire la genuinità e l’importanza di un backlink. Per esempio viene detto in modo esplicito che i backlink provenienti da pagine che non hanno una revisione editoriale (guestbook FFA, ma probabilmente anche i forum) possono venire ignorati o “declassati” dal punto di vista della spinta.

Sempre nel brevetto di Google relativo ai dati storici viene spiegato che un improvviso picco nella velocità di accumulo di link che puntano ad un documento può venire interpretato come un tentativo di influenzare gli algoritmi del motore, infatti “A typical, legitimate document attracts back links slowly”. Anche link che provengono tutti dallo stesso indirizzo IP o da indirizzi molto vicini possono essere un chiaro segnale di SPAM e anche l’accumulo improvviso di testi delle ancore dei backlink troppo simili.

Inoltre è quasi certo che attraverso varie tecniche di “estrazione del topic” i motori siano in grado di stabilire quali backlink provengano da siti tematcamente correlati e premiarli rispetto agli altri. Insomma, è chiaro che i motori di ricerca stanno per così dire “affilando le armi” contro una delle minacce più concrete ed efficaci alla rilevanza dei risultati da loro forniti.

Cercare link da altri web siti rimane comunque un’attività di marketing lecita ed importante a prescindere dagli effetti (positivi) che questo ha sul posizionamento nei motori di ricerca. Oltre a preoccuparsi di creare un buon sito web ed aggiornarlo costantemente con contenuti originali sarà quindi sempre più importante acquisire una buona consapevolezza di quali siano i siti migliori a cui richiedere dei link, per aumentare la popolarità sia dal punto di vista dei motori di ricerca che degli utenti in generale.

In questa sezione verranno commentate alcune tecniche facilmente utilizzabili per impostare una campagna di “link-building” efficace e dagli effetti benefici e duraturi a medio-lungo termine.